La partenza dal Valico di Chiunzi (circa 650 m) introduce subito l’atmosfera del percorso: un valico sospeso tra due mondi, con lo sguardo che oscilla tra la piana nocerina e il mare di Maiori. I primi chilometri seguono piste e sentieri di mezzacosta che discendono verso il suggestivo Eremo di Santa Maria di Chiunzi, incastonato tra castagneti e affacci improvvisi sulla valle. L’arrivo al santuario di Santa Maria dei Miracoli del Monte Albino è uno dei momenti più intensi del percorso: il complesso, isolato e raccolto, domina dall’alto la valle del torrente Cava e si affaccia verso il mare con un senso di sospensione quasi monastica.
Continuando a scendere, il paesaggio cambia: tra querce e lecceta, il bosco si apre, la montagna si fa più asciutta e rocciosa, e il cammino assume un carattere più “aereo”, con tratti di crinale che ricordano la continuità storica dei collegamenti tra Chiunzi, Montalbino e il sistema degli eremi cavoti. Proseguendo verso nord, il percorso intercetta il Sentiero della Salute, un’antica via di collegamento che circonvalla la base di quei monti, oggi recuperata come itinerario per passeggiate e corse nella natura poco fuori città.
Nel tratto più vicino all’abitato di Nocera Superiore il sentiero piega decisamente verso sud, risalendo con graduale pendenza i contrafforti del monte S. Angelo di Cava, in un paesaggio boscoso: castagni, querce, tratti ombrosi e freschi che accompagnano fino alle falde dell’Eremo di San Martino, recentemente restaurato e fruibile, dal quale si raggiunge in breve tempo la località di Acqua della Quercia e il santuario di S. Maria del Rovo, punto di arrivo della tappa.
È una tappa impegnativa, sia per la discreta lunghezza, sia per gli ambienti attraversati. È caratterizzata nel tratto iniziale da un dislivello moderato, graduale e costante, fino al passaggio (a quota 737 m) da cui inizia la lunga discesa.
Si svolge perlopiù in un contesto di bosco, tra la media montagna e la pianura periurbana, e solo in parte su tracce contrassegnate dalla segnaletica del CAI. Si procede su sentieri battuti, ma poco classificati, fino a riprendere un po’ di quota lungo il versante cavese dei Monti Lattari. L’ultimo tratto si sviluppa in ambiente urbano.
Si consiglia di utilizzare scarpe comode, vestirsi a strati, portare con se’ cappello, qualche indumento di ricambio (calzini, t-shirt).
Lungo la prima parte del percorso, la presenza d’acqua è garantita da alcune fontanelle urbane presenti nelle frazioni di Tramonti. È utile munirsi di borraccia da almeno 1L. Se si è intenzionati a percorrere più tappe consecutive del cammino, verificare la disponibilità delle strutture ricettive lungo il percorso.
Si consiglia di scaricare le tracce del percorso sul proprio telefono, e installare una delle principali app di escursionismo (OSMand, Locus Map, Komoot, Strava).
Eremo di S. Martino
Eremo di S. Maria del Monte Albino
Le Chiancolelle
Percorso della salute
Bivio per le Grotte di Annibale
Fontana (quota 303 m)
Fontana (quota 99 m)